L’intero borgo odierno di Vicovaro, che trova il suo centro vitale
nella Piazza San Pietro, è un vero palinsesto:
tuttora conserva le strutture abitative, che vanno dal medioevo al barocco,
ricche d’elementi architettonici e decorativi. Questo impianto per
la sua eterogeneità ed equilibrio ha da sempre attirato l’attenzione
degli urbanisti. [Continua]
::: Mura ciclopiche (sec. IV a. C.)
In
bell'opus quadratum di "cardellino" che sostruiscono
la zona sud del centro abitato, verso il fiume Aniene, e che raggiungono
l'altezza di trenta metri circa con 14 - 15 filari; un secondo tratto
più rozzo è visibile sotto le arcate della chiesa di S.
Antonio (parzialmente visibili nelle foto del retro della chiesa di Sant'Antonio):
tra i due tratti di mura passava l'antica Via Valeria.
Posizione: Porta Piedi (Porta Pej).
::: Sepolcro
di Caio Maenio Basso
Al Km. 42,300 della Tiburtina Valeria, a qualche chilometro
da Vicovaro in direzione di Tivoli, il monumento funebre di Caio Maenio
Basso del I secolo d.C. la cui epigrafe ed un "piede di urna con
strie e con la Gorgone" erano tornati alla luce già dal 1821
e provvisoriamente rialzati.
La riedificazione del monumento (1882-83) - salvandolo così dall'abbandono
e dalla distruzione - si deve al ritrovamento di altri frammenti marmorei
individuati durante la costruzione della ferrovia Roma- Sulmona. Direttore
dei lavori di restauro fu il marchese Alberto del Gallo, e progettista
Enrico Manni, quest'ultimo ingegnere dell'allora costruenda linea ferroviaria
e tante volte ospite dei Del Gallo a Mandela .
Posizione: Km. 42,300 SS. N° 5 Tiburtina Valeria.
::: Chiesa
di San Sabino
Edificata, sui resti di un edificio rettangolare romano
in "opus mixtum" e pavimento in cocciopesto. La costruzione
fu adibita sin dal primo medioevo a chiesa dedicata a S. Sabino vescovo.
Fu restaurata nelle forme attuali alla fine del Seicento. Interessanti
gli stipiti dell'ingresso, della seconda metà del Quattrocento,
in materiale di riutilizzo proveniente da un edificio andato distrutto.
Posizione: Piazza San Sabino.
:::
Chiesa di San Antonio Abate
Appena fuori del paese, è una costruzione d'origine
rinascimentale (XV- in. XVI), già dedicata alla S. Croce e sede
dell'omonima Confraternita.
Ampliata
negli ultimi decenni del Settecento (post. 1774), la chiesa ospita nel
suo interno una statua in terracotta policroma del Titolare (sec. XVI)
ed un bel Crocifisso ligneo (sec. XVI), quest'ultimo già sull'altare
maggiore.
Interessanti le quattro colonne in breccia corallina d'origine romana
che adornano il portico rinascimentale che, secondo tradizione, sembrano
provenire dai resti di un antico edificio romano posto nel territorio
"Quarto del Piano", mentre i capitelli, assegnabili all'età
dei Flavi, da una villa in località Fonte Parzio.
Di fronte la chiesa l'Ospedale (sec. XVI) adibito ora a casa privata.
Posizione: Via di San Antonio.
:::
S. Maria del Sepolcro
A margine della Via Valeria, a qualche chilometro da
Vicovaro,
e proprio alla confluenza del Ronci con l'Aniene. Il complesso, già
chiesa e convento dei Terziari Regolari (Tor) dedicato a S. Antonio da
Padova, nacque intorno ad un'antica "cona" -
provvidenziale luogo di sosta e di preghiera per i pellegrini e viandanti
- innalzata presso i resti di un precedente edificio da un non tanto precisato
Orsini di Vicovaro che, sorpreso da un improvviso e violento temporale
nella zona, fu costretto a trovare riparo presso l'edicola della Vergine
ed ad invocarne la sua celeste protezione. L'interno della chiesa custodiva
sull'altare l'immagine affrescata della Vergine col Bambino, la cosiddetta
"Madonna della Salute" (Sec. XIV - XV), ed in un nicchione il
gruppo in terracotta policroma con la "Deposizione di Cristo al Sepolcro"
(sec. XVI), andati recentemente e vandalicamente distrutti per negligenza
ed incuria.
Soppresso nel 1656 con la Riforma Innocenziana, il convento fu abbandonato
mentre la chiesa subì un restauro tra la fine del Seicento e gli
inizi di quello successivo: dimenticata per anni, è ora sottoposta
a ristrutturazione da parte di volontari.
Posizione: Via Tiburtina Valeria (1 Km dal paese).
:::
S. Rocco
Edificio fuori del paese lungo la Via Valeria.
Di origine cinquecentesca la costruzione era stato eretta per volontà
della popolazione e dedicata ai Ss. Rocco e Sebastiano tutori contro le
frequenti pestilenze. Fu di pertinenza della Compagnia di s. Rocco, chiamata
pure della Buona Morte.
Restaurata alla fine del Seicento raggiunse le forme attuali negli ultimi
decenni del Settecento.
Nell'interno, che ospitava la statua lignea di s. Rocco (sec. XVII), affreschi
del sec. XVIII con una "Assunta tra i Ss. Atanasio, Sebastiano, S.
Francesco di Paola e Antonio da Padova".
Posizione: Via Valeria Vecchia (1 Km dal paese).
:::
Ex Chiesa S. Maria delle Grazie ora
Museo Tematico della Valle Ustica
Eretta su ruderi romani fece parte sin dal sec. XIII
dell'omonimo convento francescano iscritto alla Custodia Tiburtina, poi
Reatina, dei Frati Minori Conventuali.
La chiesa restaurata nel sec. XVI, quindi nella metà del sec. XVII,
raggiunse le forme attuali agli inizi del Settecento.
Bandita la comunità francescana con la Soppressione napoleonica,
il convento e le sue pertinenze furono vendute ai privati, mentre la chiesa
divenne dal 1877 sacrario ed edificio di culto per l'attiguo cimitero.
Ora non è più officiata ed è stata restaurata esternamente
ed internamente.
Nell'interno ad un'unica navata, affreschi seicenteschi rappresentanti
Personaggi, Santi e Sante dell'Ordine francescano ecc.
Sull'altare maggiore era esposta al culto una tavola rinascimentale della
"Vergine delle Grazie" (sec. XV), mentre nel primo altare a
destra, già Juspatronato degli Orsini di Licenza - Roccagiovine,
la tela con "s. Francesco" di Vincenzo Manenti ( 1635-1640):
ambedue i dipinti, in attesa di provvidenziale restauro, sono ora custoditi
a S. Pietro.
Posizione: Via Santa Maria.