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Tracce di storia: tra antico e moderno

L’intero borgo odierno di Vicovaro, che trova il suo centro vitale nella Piazza San Pietro, è un vero palinsesto: tuttora conserva le strutture abitative, che vanno dal medioevo al barocco, ricche d’elementi architettonici e decorativi. Questo impianto per la sua eterogeneità ed equilibrio ha da sempre attirato l’attenzione degli urbanisti.

Leggibili, ad un occhio attento, sono tutte le fasi di espansione dell’abitato: quella medievale; quella del secolo XV, quando il vecchio nucleo abitativo, tutto raccolto attorno alle chiese si arricchì di discrete dimore gentilizie; quella cinquecentesca, in cui edifici nuovi trovarono sbocco in un’area rimasta sin allora quasi deserta, tra la Cappella, S. Pietro e il Palazzo Orsini o allineandosi ai lati della “Piazza grande” o di fronte alla vecchia chiesa di S. Pietro o lungo la strada di maggior transito che dalla Piazzetta del Mercato (Piazzetta) conduce alla Porta Capo. Infine quella dei secoli XVI e XVII, che portò all’edificazione di altri caseggiati, nati a ridosso – decaduto ormai il loro scopo difensivo - delle stesse mura di Vicovaro.

Percorrendo ora le vie intorno alle piccole piazze si ritrovano, seppur rovinate dal tempo e dall’incuria dell’uomo, le tracce di quell’ “antica nobiltà”, come le definì Papa Pio II Piccolomini in visita a Vicovaro nel 1461: frammenti antichi, portali di tufo nero con la rosa ursina, scritte latine con i nomi dei proprietari, stemmi diversi, ecc., e al vicolo di San Sabino, un’elegante bifora trilobata (fine XIV- in XV) ornata dall’emblema Orsini e dal “giglio” angioino.

Tra i Monumenti moderni, oltre quello dei Caduti in guerra, ricordiamo quello dedicato a Riccardo Di Giuseppe, ai Martiri di Villa Spada e delle Pratarelle, in ricordo dell’eccidio di 30 civili Vicovaresi, compresi vecchi, donne e bambini, di cui uno ancora nel grembo materno, perpetrati il 22 dicembre 1943 tramite fucilazione a forte Bravetta, il 5 e 7 giugno del 1944 in località Villa Spada e sulla vicina collina delle Pratarelle da un reparto dell’esercito tedesco in ritirata.

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