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Vicovaro nella storia
Le origini di Vicovaro risalgono nella notte dei tempi. Testimonianze
si trovano in vari ritrovamenti di insediamenti preistorici scoperti nel circondario, tra cui quello avvenuto nella zona prossima
alla confluenza del Licenza coll'Aniene, la cosiddetta "Grotta della
Sirena".
Le alterne vicende scandiscono i secoli e lasciano profondi segni nei monumenti e nelle tradizioni. 
Dall'epoca preistorica a quella romana, dal Medioevo alle famiglie Orsini e Bolognetti,
dalla seconda guerra mondiale all'epoca moderna, senza dimenticare i personaggi che, come Il Sabellico, si sono distinti nella storia.
Se vuoi, puoi leggere la nostra storia scaricando o stampando l'opuscolo "Vicovaro, la Storia, i Personaggi, i Luoghi" ( .pdf 580 Kb).
A cura dell’Assessore alla Cultura del Comune di Vicovaro prof. Virginio Coccia, veduto e ricorretto dal prof. Alberto Crielesi.
E' stato, inoltre, tradotto l'opuscolo anche in lingua Francese: "Vicovaro, son histoire, ses personnages, ses lieux" (.pdf 580 kb)
Storia Antica
Vicovaro può considerarsi la porta d’accesso naturale alla Valle dell’Aniene, alla Valle Ustica e al Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili. E’ l’erede della romana Varia, posta ai confini del territorio degli Equi; la tradizione locale, in verità, lo pone nelle località Quarto del Piano e Mammalocchi confondendo così i vasti avanzi di costruzioni poligonali di ville agricole del periodo romano con antiche mura di città.
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Storia Medievale
Ma più terribili furono le devastazioni compiute dai Saraceni, prima durante il pontificato di Gregorio IV (827-877), poi in quello di papa Giovanni VIII negli anni 876-877.
La campagna romana si trasformò a poco a poco in un vasto deserto infestato dalle febbri.
La Sabina e la Tuscia vennero messe a fuoco, i monasteri di Subiaco e Vicovaro distrutti e questo sino al pontificato di Giovanni X (916-929) quando...
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Gli Orsini e i Bolognetti
Quasi certamente, fu tra il 1194 ed il 1196 che Papa Celestino III (Giacinto Bobone) concesse in feudo le terre della città di Varia, insieme con Bardella e Cantalupo (l’odierna Mandela) a titolo di pegno: il diploma è citato nelle Gesta Innocentii III, ai pronipoti Giangaetano, Giacomo, Napoleone e Matteo figli di Orso Bobone che, abbandonato il cognome di Bobone, divennero dapprima Ursini, ed in seguito Orsini.
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La Seconda guerra mondiale
Gli episodi narrati, oltre ad essere attestati in atti ufficiali del Comune di Vicovaro, sono il risultato delle numerose testimonianze di persone che ne furono protagoniste.
Nel clima delle celebrazioni, che da qualche anno a questa parte riviviamo nel nostro paese, ricordiamo le vittime della ferocia nazifascista, consacrando alla memoria il dovuto e sentito riconoscimento per le atroci sofferenze e stragi inflitte alla nostra popolazione.
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Vicovaro oggi
L’intero borgo odierno di Vicovaro, che trova il suo centro vitale nella Piazza San Pietro, è un vero palinsesto: tuttora conserva le strutture abitative, che vanno dal medioevo al barocco, ricche d’elementi architettonici e decorativi. Questo impianto per la sua eterogeneità ed equilibrio ha da sempre attirato l’attenzione degli urbanisti.
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I personaggi

Vicovaro ha avuto illustri personaggi (Padre
Pietro da Vicovaro, Fra Pietro Fanti, il pittore Antonio Rosati, ecc.,).
Una nota particolare merita il più noto: Marco
Antonio Coccia (detto il Sabellico).
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